Al Congresso nazionale di Torino rinnovati anche gli organi elettivi dell’Unione cattolica della stampa italiana per il quadriennio 2026-2030. Conferito a don Luigi Ciotti il premio “Emilio Rossi”.
“Un’Ucsi protagonista nel giornalismo e nella comunicazione, capace di dialogare con le istituzioni professionali e, allo stesso tempo, di continuare ad ascoltare la base regionale. Un’associazione chiamata a guidare una rivoluzione professionale che rimetta al centro la persona”. E’ l’impegno preso da Vincenzo Varagona appena eletto ieri sera per un secondo mandato da presidente UCSI (Unione cattolica stampa italiana) durante il XXI Congresso Nazionale dell’associazione tenutosi dal 23 al 25 gennaio al Sermig di Torino.
Accanto a lui i tre vicepresidenti dell’associazione: Domenico Interdonato, Antonello Riccelli, Maria Luisa Sgobba. Della Giunta fanno parte anche Paola Springhetti (segretaria), Alessandro Zorco (amministratore), Giuseppe Delle Cave, Paolo Lambruschi, Alberto Lazzarini, Luisa Pozzar.
L’impegno di uno stretto legame con i territori
“Il Congresso nazionale – si legge in un comunicato dell’Ucsi – ha riconosciuto a Vincenzo Varagona, 65 anni, già vice-caporedattore del Tgr Marche, l’impegno nel rafforzare il legame con i territori, attraverso l’ascolto dei bisogni delle singole associazioni locali, la promozione di gruppi di lavoro e la costruzione di ponti con realtà esterne all’UCSI, anche grazie alle opportunità offerte dal Terzo settore”.
A Don Ciotti, il premio “Emilio Rossi”
In occasione della memoria liturgica di San Francesco di Sales, è stato conferito a don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, il premio “Emilio Rossi”, primo direttore del Tg1, vittima di un grave attentato delle Brigate Rosse e già presidente nazionale dell’Ucsi. Il riconoscimento è stato consegnato da Vincenzo Varagona, presidente nazionale, e da Giuseppina Paterniti, già giornalista Rai. Nel suo intervento Don Ciotti ha sottolineato che “l’informazione è sorgente di democrazia”. Quindi, ha incoraggiato i giornalisti a non avere paura di “rovesciare l’ordine delle notizie, per dar voce a chi non ce l’ha, di raccontare le buone notizie che generano amicizia sociale”.






