Aggiornato al
Aggiornato al

Dopo avere investito un animale, soccorriamolo, non lasciamolo morire in strada

Sul profilo Facebook della dottoressa Maria Grazia Sottile è apparso un post che mi ha colpito per due ragioni su tutte. La prima riguarda la scarsa, se non inesistente, sensibilità di chi ha investito il suo gattino, senza dare soccorso e lasciandolo morire. La seconda quello dell’amore per gli animali che sempre più sono parte delle nostre famiglie, essendone parte integrante.

Sulla prima considerazione sarebbe bastato poco. Bastava scendere dall’auto ed accertarsi dello stato di salute del gattino e portarlo da un veterinario per le urgenti cure del caso. E forse oggi non staremmo qui a parlarne in maniera così tragica e, soprattutto, Maria Grazia non avrebbe vissuto il dolore che ancora porta dentro per la rattristante perdita.

Va ricordato in ogni caso che investire un animale involontariamente non è di per sé un reato penale, ma può comportare conseguenze amministrative (multa per omissione di soccorso se si scappa), civili (risarcimento danni al proprietario), o penali se si violano norme del Codice della Strada (es. guida in stato di ebbrezza). È sempre obbligatorio fermarsi e prestare soccorso all’animale ferito, sia domestico che selvatico, poiché l’allontanamento costituisce una violazione del Codice della Strada, punibile con multe salate, indipendentemente dal fatto che l’incidente sia stato volontario o meno. Ed in ogni caso è anche una questione di coscienza, di sensibilità e amore per gli animali, fattori che spesso non ci appartengono. Proviamo a farlo.

Ecco il post che Maria Grazia Sottile ha pubblicato su Facebook il 10 gennaio. 

«Ieri mattina il mio gattino é stato investito in pieno centro storico, a Castelbuono. Investito e lasciato morire per strada. A chi sta pensando che si tratta solo di un gatto, faccio notare che al suo posto poteva esserci un bambino o una persona anziana. Non penso sia possibile né giusto quantificare il valore di una vita. Una vita è una vita, sia essa quella di un essere umano che di qualunque altro essere vivente, dotato di coscienza e quando viene spezzata in un modo così crudele , provoca un vuoto e un dolore immenso. Buon ponte, piccolo mio».

Condividi

il giornale di Castelbuono e oltre

Il giornale di Castelbuono e oltre