Quanto accaduto a Niscemi è triste realtà. La frana che si è abbattuta sul paese nisseno ha drammaticamente riportato in testa alle preoccupazioni gli abitanti della zona sud di Castelbuono. Tante le segnalazioni che in questi giorni sono state lanciate dagli abitanti del quartiere Passetto che dal 2015, nella parte alta di via Tenente Ernesto Forte convivono con una frana che ha interrotto parte dell’asse viario per circa 40 metri a causa di un movimento del suolo che spezzò in più punti un muro di contenimento e fece sprofondare di circa un metro il piano stradale.
Dopo anni di attesa la Regione Siciliana, attraverso la Struttura contro il dissesto idrogeologico, ha finanziato con 2 milioni e 300 mila euro le opere di consolidamento di quella una porzione del centro abitato di Castelbuono. E’ stato spiegata la necessita di intervenire anche perché ai bordi del muraglione divelto dal movimento franoso si trova, tra l’altro, una condotta dell’acquedotto di Pollina che pompa acqua ad altissima pressione e ulteriori cedimenti potrebbero danneggiarla e causare ingenti danni. Sono stati anche previsti i lavori necessari: la nuova struttura di contenimento, con un’altezza di quattro metri e mezzo, sarà fortificata con pali a doppia fila di 22 metri mentre un sistema di drenaggio convoglierà le acque piovane in un pozzetto di scarico. In ultimo, verrà ricostruito il marciapiede e l’intera pavimentazione.
«Ad oggi però nulla è stato fatto». Questo il grido d’allarme lanciato da tanti abitanti della zona dopo i tragici fatti di Niscemi, che chiedono urgenti interventi per eliminare i pericoli di una situazione preoccupante.







