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Lettera aperta a Antonio Presti, firmata Iano Monaco

Caro Antonio, leggo oggi (13 agosto ‘23) del provvedimento dei NAS di chiusura del tuo albergo Atelier sul mare) vero e proprio museo di arte contemporanea) a Castel di Tusa per il mancato rispetto di alcune norme (d’igiene e sicurezza). Leggo anche del tuo scoraggiamento e forse della tua voglia di mollare tutto, indotti da quel provvedimento e dalle complesse (e costose) procedure da seguire per mettere in regola l’Atelier.

Tu, caro Antonio, sei stato e sei l’esempio della Sicilia migliore, sei stato capace di impiegare e rischiare i tuoi beni per renderla più bella, più ricca di fantasia e di arte, hai sfidato tutto e tutti, hai superato ogni difficoltà per aiutare la tua terra a combattere battaglie di educazione, di cultura, di emancipazione, di responsabilità. Hai portato con successo l’arte la’ dove sembrava essere l’ultimo dei nostri bisogni. Avevi ragione tu. Ci hai affettuosamente costretto a guardare e vedere quel che non guardavamo o non vedevamo.

Non puoi adesso scoraggiarti e pensare di gettare la spugna.

Hai accettato l’ennesimo rischio quando ti sei intestato l’ambizioso progetto di integrare arte e architettura trasformando un obsoleto e brutto edificio in un bellissimo centro (un albergo) che desse (dava) al turista (non un visitatore di musei) l’eccezionale occasione di vivere per qualche giorno in camere ed in spazi disegnati da grandi artisti contemporanei: vivere nell’arte, immersi dentro l’arte sperimentandone ogni aspetto, a volte la scomodità a volte occasione di autocoscienza, sempre di riflessione. Immagino lo stupore dei NAS innanzi a corridoi e ingressi quasi del tutto bui o a porte simili a blocchi di pietra. Anch’io ho fatto quelle esperienze e ancora ne ricordo ogni momento e te ne sono grato.

Il fatto è che l’architettura, anche la più libera e ricca di fantasia, non può non rispettare le norme che garantiscono alla collettività che se un albergo è aperto al pubblico vuol dire che quelle norme sono rispettate.

L’arte, non dovendo essere abitata e non avendo pratica utilità e non dovendo fornire servizi (per fortuna), non ha norme da rispettare(per fortuna dell’arte e nostra). È l’annosa disputa o distinzione tra arte e architettura su cui cui sono stati scritti molti libri.

E tu pretendi di uscirtene scoraggiandoti e mandando tutti

a quel paese. Tu avresti il diritto

di farlo ma non puoi farlo.

Non mi limito, caro Antonio, a darti buoni consigli (non richiesti) ma mi impegno qui ad aiutarti in ogni modo a superare la situazione di stallo. Insieme agli iscritti all’Ordine degli Architetti di Palermo (e, sono sicuro, degli altri otto Ordini degli Architetti della Sicilia), esamineremo le contestazioni dei NAS, consulteremo

L’ufficio tecnico comunale di Castel di Tusa, faremo un rendiconto di ogni aspetto, elaboreremo un progetto di adeguamento concordandone i termini con te, con gli Uffici e con i NAS, valuteremo i costi, lanceremo una campagna di sostegno e di crowdfunding e cercheremo di dare concretezza al nostro aiuto.

Ben conoscendo la sensibilità dei colleghi ingegneri e geometri siciliani, sono sicuro che le Consulte regionali degli ingegneri e dei geometri ci daranno una mano.

Siamo con te, caro Antonio, non ti lasceremo solo.🌈👍

Iano Monaco – [tratta dal suo profilo Facebook]

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