Le nevicate sulle alte Madonie sono momentaneamente terminate e come ogni anno, appena la neve si scioglie, mi avventuro alla ricerca di eventuali fioriture anticipate o di piante che si preparano all’arrivo della primavera.
Ed è così che ho incontrato questa meravigliosa orchidea selvatica, conosciuta come Orchidea di Roberts (Himantoglossum robertianum), protagonista di un evento abbastanza raro: si tratta di un anticipo fenologico dovuto al particolare microclima delle Madonie.
Vale la pena chiarire subito una cosa, non è affatto raro incontrare l’Orchidea di Roberts, è una specie diffusa in Sicilia.
Ciò che rende davvero eccezionale questo incontro non è quindi la presenza dell’orchidea, ma il momento della sua fioritura.
Il 19 gennaio, a circa 1400 metri sulle alte Madonie, in un paesaggio che per quasi un mese è rimasto coperto di neve, questa grande orchidea mediterranea era già in piena fioritura. Normalmente, a questa quota, (Himantoglossum robertianum) sboccia tra fine marzo e aprile, quindi osservarne i fiori a gennaio significa assistere a un anticipo di quasi due mesi.
Questa fioritura non è avvenuta “nonostante” la neve, ma, in un certo senso, anche grazie ad essa. Il bocciolo fiorale si era infatti formato già tra novembre e inizio dicembre, successivamente la pianta è rimasta in pausa, protetta sotto la copertura nevosa, che ha isolato il suolo dal gelo intenso di queste settimane e mantenuto temperature stabili. Appena la neve si è sciolta e sono arrivati alcuni giorni miti e soleggiati, lo sviluppo si è completato rapidamente.
Questo fenomeno è stato possibile grazie a una combinazione molto particolare di fattori, un autunno mite che ha permesso alla pianta di sviluppare precocemente il bocciolo fiorale, seguito da un periodo nevoso che ha funzionato come una sorta di coperta termica naturale. In altre parole, non si tratta di una crescita miracolosa in pieno inverno, ma della conseguenza di una finestra climatica anomala, sempre più frequente negli ultimi anni, che ha anticipato i normali segnali stagionali.
Non si tratta quindi di una crescita accelerata in pieno inverno, ma di un rilascio improvviso di un processo che era già pronto da settimane.
Questo evento ci racconta come il clima stia cambiando e come le piante stiano imparando ad adattarsi a finestre climatiche sempre più imprevedibili.
È un piccolo promemoria della resilienza silenziosa della vita che c’è intorno a noi.
Mi sono bagnato, c’era un forte vento, ma la curiosità mi ha spinto oltre, penso che ci siano scene che devono essere immortalate, perché tra un paio di anni resteranno solo le foto a raccontarle.






